martedì, 29 luglio 2008

La Mia Storia
Ascoltando i Nirvana, Lucido, Stanco.

C'era una volta una foglia di menta sopra un pero dove abitavano cinque nani e una candela..
Questi nani erano tutti figli del Re..
Un Re alto senza orologio ma con tanti cani dagli argentei guinzagli e pochi peli sulla coda, a simboleggiare la scarsa voglia di carezze..
Il Re era solito lavare i suoi denti dai lunghi capelli di legno, prendevano fuoco ogniqualvolta veniva pronunciato il nome delle loro sette sorelle dai folti baffi di nylon, che a quel tempo non era conosciuto come materiale per la tessitura bensì come oggetto del desiderio di molti maiali grufolanti..
I maiali siedevano alla destra del più vicino calzolaio, mentre il Re si serviva delle staffe per cavalli nella corsa campestre; le aveva sempre tutte vinte, nonostante gli mancasse l'orologio..
Intanto si sentiva lungo tutta la foresta un fragoroso ticchettìo come a richiamare le stelle dal loro sonno solo per bussare alle porte della Luna Madre...
Chissà la Regina come si sarebbe arrabbiata nel vedere la Luna destarsi prima del tramonto, come si sarebbe arrabbiata nel vedere il Sole amoreggiare con la Luna, e la Luna amoreggiare con il Sole..
Il Re era solito lavarsi i piedi in questi casi e mangiarne il contenuto salato ma ben piccante..
Il Re era solito, dopo i pasti, emettere suoni per una melodia e svegliare le sue sorelle dai baffi di carne, che a quel tempo non era conosciuto come oggetto del desiderio dei maiali, bensì come materiale per la tessitura..
I concerti a palazzo erano sempre psichedelici, e le chitarra lambivano fulmini venuti da Dio in persona..
Anche se Dio persona non era, ma spesso inviava i suoi servitori dai lunghi capelli di calce a frantumare i cani del Re..
Dio non amava i cani...
Dio non amava l'argento...
Il Re non amava Dio...

I cinque nani figli dello stesso padre, cioè dello stesso Re, si chiamavano in ordine sparso..
Un giorno Frido era Menzo e Quandico era Miglio..
Forse solo Skudo poteva starsene tranquillo, con la sua candela che era più luminosa del Sole ma mai più maestosa delle guance della Regina d'ebano..
Conosciamo tutti i personaggi e sappiamo che il più tranquillo è senza dubbio Dio..
Anche perchè Skudo un giorno o l'altro dovrà spegnere la fiamma della sua candela per non svegliarsi più..
Conosciamo tutti i personaggi e sappiamo che i meno tranquilli sono senza dubbio i cani...
In quanto Dio non amava i cani..
In quanto Dio non amava l'argento..
In quanto Il Re non amava Dio..

La Regina d'ebano e dai capelli neri come l'amore che non provava effettivamente ne per Il Re ne per Dio, un giorno svegliandosi, ammirò la luce della candela del piccolo Skudo e con taglio netto ne recise la gola..
La candela di tutta risposta sanguinò copiosamente e si tolse la vita sciogliendo la sua parte ancora integra...
Skudo pianse per cento giorni e La Regina d'ebano decise di raccogliere tutte le lacrime del piccolo nano per dare vita a un fiume..
Il fiume venne chiamato Giallo, in quanto i cani del Re, subito dopo aver fiutato la via per la riva del fiume, pisciarono copiosamente, con l'intento di simboleggiare il copioso sanguinare della loro amica candela..
Il Re intanto tentava di capire il perchè della sua mancanza..
Gli serviva un orologio per battere sul tempo Dio e salvare i suoi cani..
Allora Il Re, con abile mossa inventò la meridiana e corse non appena l'ombra decise di farsi più profonda..
Dio intuì lo stratagemma del Re e decise di punirlo ingravidando La Regina d'ebano, due nani e tre cani, i più vecchi...
Da questa congiunzione nacque La Sofferenza di un amore perduto, figlio della Regina; La Malinconia di un amore perduto, figlio di Frido che era Menzo; Il Sangue versato per un amore perduto, figlio di Quantico che era Miglio; La Lacrima versata per un amore perduto, figlio del cane dalla coda più folta ma dai denti senza punta; Le urla di una canzone che parla di amore perduto, figlio del cane senza le due zampe davanti; e infine La stupidità, figlia di tutti, e del cane dagli occhi cuciti col filo spinato..

Quel cane sono io...

Dio non amava i cani...
Dio non amava i nani..
Dio non amava i vecchi...
Difatti Dio, nell'amplesso, pensò a tutt'altro..
E cuciva il filo spinato attorno ai miei occhi...

Il verso animale di un libertino by <$Donatien De Sade$> 01:56
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martedì, 10 giugno 2008

Monologo Diaboli
Come se fossi il Diavolo sul grande schermo

   
« Coloro i quali, da semplici cittadini, diventano principi

soltanto grazie alla fortuna, lo diventano con poca fatica, ma devono

poi penare per restare al potere »
   
(«Il Principe»)

Immaginate il buio, il buio più denso che riuscite a concepire...
Immaginate un fievole rumore di vento che scandisce il tempo in quattro quarti di fulmini dall'impeto straziante...
Immaginate una luce di diverso colore per ogni fulmine...

Contatene sei..
Davanti a voi appare una poltrona, di legno nero con rifiniture in
velluto rosso, rosso sangue..

Contate il settimo fulmine...
Sopra questa poltrona appare una figura, spicca immediatamente la rarità
e l'armonia della sua bellezza..

La figura scopre il suo sorriso, perfetto in ogni piega..
Scopre la mano destra, adornata da un grande anello d'argento, che regge
una sorta di spada...

Completo nero e camicia rossa...
La chioma argentea si muove, segue degli spasmi quasi comandati da un
vento ancestrale, impercettibile...

La figura prende fiato...

<<La vanità, sicuramente il mio peccato preferito.. Voi come vi

considerate? Voi come vi immaginate da qui a un ipotetica eternità?

L'augurio di una vita piena di soddisfazioni, dettate dalla vostra

presunta perfezione, dalla vostra essenza luminosa.. Non è forse in

questo che consiste la vostra visione? Ogni passo, ogni azione delle

vostre giornate sono adornate da musica celestiale, da esplosioni di

estro che portano alle voglie più disparate, la continua voglia di

mutare il timbro, la postura, il vestiario, il colore della stessa

anima; Dio vi salvi. Ascoltate.. riuscite a percepire questo suono? E'

il fragore del vostro ego che sbatte sulle pareti di questo teatro; il

vostro ego che non riesce a farsi spazio in mezzo a tutti gli altri

presenti in questa sala. Presentasse materia, il vostro ego

schiaccerebbe tutti i qui presenti come in una confettura.. Confettura

d'uomo, di certo non fra le più dolci e sincere che si possano spalmare

su una buona fetta di pane. Non riuscite ad avvertire il rumore

straziante delle vostre proiezioni? Così disperate e così scomode in

poltrone da Drive-in. Quante volte avete prestato loro un pò della

vostra soddisfacente realizzazione? La risposta non lunge poi così tanto

a l'auree porte del Mai. Voi, padroni del vostro regno che non trova

feritoie di difesa ne spade d'attacco ma solo un eterno e silente

abbraccio egoistico. Scommetto che l'idea della masturbazione, fra le

tante che si potrebbero pescare dal vostro intruglio di IO, è una delle

più frequenti e solleticanti per la vostra quotidiana ricerca della

perfezione, della purezza e della completezza. E dire che vi ha creati

un entità candida, eterea e al tempo stesso così tangibile da farmi

venire conati di vomito al solo pensiero, come fosse la mia costante e

personalissima colica renale.. Dopotutto chi al di fuori di me crede più

fermamente all'esistenza di un unico e solo Dio cristallino? Cosa

combatterei a fare giorno dopo giorno la più storica delle guerre..

Quella fra bene e male, fra giusto e sbagliato, fra anima e carne.. E

tutto questo per una soddisfazione personale? No, certo che no. Tutto

questo per regalare a voi la realtà, la somma risposta a quel che vai

cercando tu, pezzo di carne senza più domande. Paradossale ma vero, io

che desidero il regno del fuoco, il regno del promiscuo, il regno

dell'istinto; Io che sogno un mondo di belve, sono il più grande

credente ed il più grande umanista. Ho creato per voi il peccato, il

rischio, l'odio, la violenza e l'istinto. Il vostro Dio ha condito il

tutto con il libero arbitrio, per rendere il tutto vostro e lavarsene le

mani con epicureo augurio di un eternità disincantata; che ridere. Non

riuscite a comprendere neanche quanto tutto questo sia stato studiato

per rendere un gioco all'apparenza sistematico in vero così

imprevedibile e variopinto. Lui. Lui sì che è un vero spasso: ha creato

il suo primissimo giocattolo e ne ha gettato fango e merda per dargli un

anima. E' così, non siete altro che fango e merda. E lui, prima vi ha

cosparsi di zampillante profumo d'amore e benpensare, poi vi ha lasciati

galoppare sulla terra e su altri corpi dalla simile struttura; per

permettervi di disperdere la carne ma mai il seme. Non è forse comico?

Dio, il primo vero commediante, la prima vera maschera che Goldoni

lanciò nella moda di venezia, il primo vero Mangiafuoco, il primo vero

Grande Fratello. Voi esseri umani, così incantati dalla sua grande mano

avete immediatamente giocato a fare il Creatore, con la speranza di

diventare in egual modo immortale, in egual modo puro e in egual modo

grande. "Sbagliamo a temere l'ultimo giorno: ogni giorno concorre in

egual misura alla morte." diceva Seneca, vi siete mai chiesti perchè?

Aveva inteso quanto questo desiderio di mostrarvi in risposta magnifici,

fosse in realtà dare quel che il gioco prevedeva, e cioè una prestazione

di pura e sana commedia. Il mondo è tutta una tarantella. I napoletani,

altri geni che hanno da sempre inteso come vada in realtà presa la vita:

a salti e balletti, con grandi abbuffate di pantomimica ingordigia. Io

vi guardo e sento un grande peso qui, sulla gola. Nonostante non scorra

niente nel mio corpo se non anime in pena e qualche bestemmia, sento

raggelare il mio interno, un emozione della quale farei volentieri a

meno. Dopotutto che importanza ha l'effettivo trascorrere del tempo?

Solo le persone superficiali impiegano anni per liberarsi da

un'emozione. Così sosteneva la tesi delle emozioni quel maiale di Wilde,

e forse aveva ragione. Voi tutti, interessati al vostro ego, che scalcia

e sbraita mentre le mie parole corrono indisturbate, voi tutti seduti

qui con sguardi preoccupati, non il motivo secondo il quale siete finiti

ad ascoltare le mie parole. E dopotutto chi sono io per rispondervi? Non

è nel mio interesse esser altro che perentorio nel mio accusare il

vostro viscidume. Eppure non posso fare altro che ammirarvi, mie

creature, sono il papà che scappa di casa dicendo di andare a comprare

le sigarette, sono il capo ufficio che vi chiede un pompino in cambio di

una promozione, sono il professore che insidia le vostre figlie

scandalizzate, sono il prete che lecca le ginocchia sbucciate dei vostri

figli in parrocchia, sono il cane che sbrana il vostro cuscino

preferito, sono il dito puntato sul vostro piccolo pisellino sotto le

doccie della palestra o della galera, sono il piscio che bagna il vostro

letto dopo un incubo mostruoso, sono la carne di animali malati dei

vostri hamburger da McDonald's, sono i conservanti chimici nel vostro

gelato preferito, sono il catrame nelle vostre sigarette e

l'allucinogeno nella lingua del vostro partner occasionale, ma

ricordate: sono sempre e comunque l'orgasmo perenne in questa vita di

tante parole e pochi fatti. Addio.>>


a Devil knight returns. by ~sakster

Il verso animale di un libertino by <$Donatien De Sade$> 16:47
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martedì, 03 giugno 2008

Il Velo Dell'Inferno
Estasi Di Un Sogno, Preferirei Realtà

Ci sono oscurità che contengono più luce di quanta ne possa sopportare il Sole, splendido e immenso come sai essere Tu che tieni in braccio quella chitarra...
Le mani sottili e armoniose un attimo prima toccano una nota alta come la vetta di una maestosa montagna, un attimo dopo scendono giu nelle fiamme dell'inferno e riscaldano quello che di me resta di umano...
Pochi momenti della mia vita sono stati così, ammirare un corpo perfetto coperto solo da un velo di seta purpurea...
Le dita dei piedi tese, come ad accennare a una danza perfettissima...
I suoni scandiscono tempi infiniti che presagiscono la fine del mondo...
Da quello che vedo, da quello che ammiro, da quello che amo non mi importa di finire i miei giorni...
I miei occhi riflettono la luminosa estensione dell'essere e dopo questo niente vale un solo attimo, nulla merta di essere ricordato...
Tu sei lì e mi sorridi, suoni una melodia che non hai scritto tu ma t'hanno consigliato gli angeli...
Tu sei lì e mi guardi, esegui perfettamente ogni passaggio e il vibrare dell'aria mi massacra il cuore tenendomi giu, in ginocchio come in una dolcissima tortura alla quale mi sottoponi...
Tu sei ovunque in una stanza bianca come candido è il tuo spirito, l'aria è rarefatta, respiro scaglie di ghiaccio gelido che purificano la mia mente sporcata da troppo sangue, troppo dolore, troppe grida...
Tu ed io formiamo opposte energie, uno scontro di passioni che non ha età e non ha luogo... Solo rumore...
Le tue spalle si rilassano, la chitarra si posa a terra emettendo un lamento flebile come a voler protestare...
Tutto ciò non è normale, tu cammini verso di me, a ogni passo il velo si stende sempre più in basso, segue i movimenti del tuo bacino; ma la musica è costante e amplifica la sua sentenza...
Ogni passo emana il profumo di mille gocce di pioggia morenti su di un roseto e tu sei sempre più vicina, sempre più imponente...
Una Regina che traccia la strada verso il suo re privato della corona, del suo regno e degli onori...
Il velo si innalza da terra e in un esplosione di estasi brucia le sue fila...
Tu ti inginocchi davanti a me...
La melodia smette e le tue mani mi sfiorano le guance bruciandone la pelle...
La sensazione è fra le più graziose, la mia testa si appoggia sul suolo più soffice e pacifico...

Muoio? o Rinasco?
Non ne ho idea, Non me ne cruccio, Non domando oltre, ma ti amo.

Il verso animale di un libertino by <$Donatien De Sade$> 21:23
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In: urla, sorriso, delirio, illusione, infinito cielo


lunedì, 02 giugno 2008

                     A Volte
Leggerezze senza un fine esplicito

Ne è passato di tempo, nessuno sta più vivendo il proprio e il volo è colato a picco...
Ha visto le sue ali bruciare e senza preavviso ha visto i suoi occhi sciogliersi...
Delle note di altri mondi mi rimbalzano nel petto da sempre, ho perso oramai il conto di quante volte ho passato le mie notti bevendo litri di Daiquiri amaro come amaro è il fumo che mi sta annebbiando il cuore...
Paradossale, certo, perchè queste note parlano di sacrificio, di amore, di speranza, di passione e di lacrime dolci contornate da un sorriso splendente..
Non c'è però amore nelle note che suonano nei giorni di chi si illude...
Non c'è più speranza per chi si colora il fianco di immagini piene di ipocrisia...
Non c'è passione, o forse ce n'è fin troppa in questo patetico teatro che vede un solo protagonista da tempo che sembra protrarsi all'infinito...
Ho talento e intrattengo il mondo intero con questo melodramma da vomito, lo ammetto, sono bravo...
Non c'è dolcezza in queste lacrime e il mio sorriso non vede luce da tempo, tant'è che i denti sono talmente demoralizzati da essersi ingialliti...

E' passato tanto tempo, tutti vedono una ripresa e sperano in nuove sorprese...
Da quello che un tempo ne era fonte inesauribile...
Le persone più care hanno capito qual'è la realtà, qual'è il vero riflesso...
Purtroppo hanno la loro esistenza da gestire, ed è tanto incasinata quanto quella di chi urla al cielo maledizioni riservate a un Dio che non muove dito ne vento per rinfrescare questa aridità che soffoca i cuori...
Comico, certo, perchè quest'aria tanto agognata non arriverà, perchè le mani sottili e vellutate che una volta accarezzavano la schiena e le guance di chi progettava un sole levante e mai oscurato, adesso stringono forte la giugulare..
Adesso graffiano le arterie e schiaffeggiano un volto segnato dall'abbandono...
Una volta queste mani stringevano altre simili e riposate dopo infinite tensioni...
Una volta queste mani stringevano un braccio, come ad aggrapparsi a una certezza...
Adesso di braccia non ce ne sono, sono state strappate via con furia...

Il tempo ha mangiato tutto quel che poteva contenere, ma non smette di masticare...
L'acqua non permette alcuna digestione...
L'acqua congela le ossa frantumate di chi ha continuato una guerra stroncata da poche ma dolorose parole...
L'acqua congestiona lo stomaco di chi non percepisce più sapori, di chi non è più appagato da ciò che ingerisce con fretta e disinteresse...
Il vino, rosso come il sangue che piange chi ne assimila con prepotenza il nettare...
Istinti si liberano in concerti di banalità, di squallore, di debolezza...
Il primo violino è suonato da chi non vede più altro che buio...
Il contrabbasso vibra fra le dita di chi gambe non ha...
La grancassa urla stonata, mossa da chi è stato privato della lingua...
Un arpa strilla, piange, si dimena; violentata da chi subì la privazione dell'udito...
Un flauto traverso strozza la sua sinfonia, sfoirato da chi volto non ha...
Ferito a morte, distrutto in polvere, costantemente idratato da sogni strazianti, chi compone tutto questo ne dirige il suonare osceno...

Schiocca l'asfalto sotto la dura suola della fretta...
Schioccano baci su guance tese e incolte..
Schioccano schiaffi su chi si interessa, anche troppo, dell'altrui animo..
Schioccano parole vuote e canzoni d'infanzia...
Schioccano fulmini di nervosismo, scintille, sputi di fumo...
Scocca l'ora del ritorno da un altra parentesi evitabile...
E tutto quel che ne resta è un segno rosso di chi non segue la propria volontà bensì quella della coscienza corrotta dal calore della culla di chi più giovane non è: il colorato alcol...

Ci sono sere che vedono sangue...
Ci sono mattine che asciugano sangue..
Ci sono pomeriggi che annusano sangue...
Ci sono eternità fatte del sangue di chi protegge chi non merta alcuna considerazione...
Ci sono destini prefissati da una sfortunata annunciazione, scritta col sangue..
Ci sono, A Volte, momenti nei quali desidererei non ritrovarmi in questi lamenti...

Sparisco...

Il verso animale di un libertino by <$Donatien De Sade$> 14:55
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martedì, 13 maggio 2008

Adesso che mi guardo allo specchio,
Mi accorgo della profondità di rughe che non dovrebbero esserci,
Il ritmo batte frenetico e il sudore disegna su me fiori dal profumo vuoto.

Vuoto perchè continuo ad assistere a una tortura...
Impotente non riesco a reagire e vedo la ragione dei miei pochi sorrisi...
La vedo lì che mi guarda con indifferenza, forse con orgoglio ruggente...
Sanguina ma non mi permette neanche di rivolgerle un sentimento...
Un respiro...
Un attenzione...

Non si dimentica ma non si dimostra...
Non si esterna ma non si lascia niente per scontato...
Non si piange ma si urla di dolore..

Verità che scorrono con martellante furia sopra la mia testa oramai echeggiante di pathos..
Taglio capelli e pezzi di cuore per farne origami...
Curo barba e ferite per farne decenza...
Mi godo questa leggera pioggia che bagna il mio fiero manto grigio chiaro...
Come il mondo dove mi hai catapultato e da dove non mi vuoi salvare...

Ovvio che tu pensi che voglia farlo da solo...
Ovvio che io non voglia uscirne...

Do ampie bracciate in questo mare di false speranze e illusioni...
Do ampie plettrate su chitarre che suonano ballate di tagliente desiderio...
Do respiri ampi e pieni su vetro riflesso...
Do Re Mi...
Dream...
Do Re Mi...
Rape Me...
Do Re Mi...

Lui canta e io lo seguo...
Tu non ascolti più, hai tagliato via le orecchie...
Io ho tagliato via il superfluo per rendermi come un anno fa...
Per guardarmi allo specchio e pensare per pochi istanti che sia tutto ok...
E allora è tutto ok?
Una volta mi veniva risposto "E allora è tutto ok" senza dover neanche pensare di aspettare...

Ora come risposta ricevo il vibrare di un sassofono, il pizzicare di corde troppo tese..
Il gracchiare di una vecchia voce che canta di amori resi polvere...
Sorsi pesanti di birra scorrono nella mia gola e ne ghiacciano i gemiti...

Adesso chiudo gli occhi e compongo un giro di sogni brillanti...
Adesso li riapro e tu balli con me sulle foglie d'autunno..
Sarebbe bello più di tutti i sogni brillanti mai concepiti...
E invece li riapro e vedo solo la casa sempre più vuota...

Ho già preso le mie decisioni tempo fa mentre tu versavi le ultime lacrime che ho avuto la possibilità di assaporare...
Ho già tratto le mie conclusioni tempo fa mentre tu mi ponevi domande della pienezza di un respiro sulla vetta del mondo...
Ho già considerato cause, conseguenze e continuerò a combattere una guerra finita per abbandono...
Come una Berlino disastrata, come una Belfast devastata, come una Budapest in fiamme, come una Mosca assediata...

Sparo a vista su tutto quello che assomiglia a una sconfitta,
Sputo su ogni volto che mi ricorda una realtà che tocca oramai il fondo dell'inferno,
Tiro calci su tutto quello che ride della mia illusione...

"
Sai
nascosti nel silenzio brividi e sospiri senza vita in cui mi so celare,
sei sempre in fuga da te.
Dimmi che vuoi di più
se vuoi qualcosa in più
parrai sorprendermi
ma non senti che
il silenzio avanza lentamente
al disincanto il compito di ucciderci

Credendo di sapere quello che ci aspetta
(ho voglia di)
vedendo come tutto cambia un'altra volta
chiedendomi se ancora tu mi stai ascoltando
(perdermi)
allora dimmi che sei qui e non stai fuggendo.
"

Mi Vida - Linea 77

E lacrime non scendono,
E occhi aridi ti aspettano,
E mani fredde tremano,
E abbracci osceni danzano...

Il verso animale di un libertino by <$Donatien De Sade$> 15:31
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lunedì, 05 maggio 2008

Il mio Inferno di Perchè
Un Ode al passato e al futuro

Prova a spiegare se riesci,
Prova a spiegarmi perchè,
I ricordi devono riaffiorare,
Solo quando scendono le lacrime più amare...

Dimmi se riesci,
Dimmi e vediamo se,
Questi ricordi devono frustarti la schiena ancora per molto,
Facendoti piangere forse di rimorso forse di desiderio distorto...

Fammi capire se vuoi,
Fammi guardare con gli occhi tuoi,
Per poter vedere quanto sei cambiata,
Per riuscire a trovare quello che di bello nascondere oramai vuoi...

Smettila di urlare parole senza vita,
Smettila di sussurrare il tuo dolore,
Fai finire questa inutile salita,
Qui c'è qualcuno che per te muore e ci crede che non può finire qui...

Sboccia come l'ultimo fiore su questo mondo,
Allarga le braccia e non lasciarti devastare,
Perchè scrivi cose così tristi? una volta esprimevi tutto sotto note di armonica maestà,
Perchè parli solo di inchiostro nero che macchia fogli di vita ancora da scoprire?...

Ti aggrappi a ricordi che potrebbero far nascere un domani sicuro,
Ti agganci a milioni di strofe che parlano di chi in realtà non sei mai,
Stata e non sarai mai, smettila di smettere di sognare,
Non ci voglio credere, non mi puoi illudere...

Sboccia questo fiore, smettila di vivere nell'incubo,
Fammi capire cosa ti succede, dimmi se ci riesci,
Io provo a spiegare le ali che hai fatto nascere tu,
Tu prova a spiegarmi perchè continui a cadere giu...

Tu prova a spiegarmi perchè,
Dimmi che cosa cazzo c'è,
Fammi capire se vuoi, Fammi guardare quello che tu non vuoi,
Di paure ne abbiamo condivise anche troppe e bruciavano come l'inferno,
Fa che si possa tornare un giorno, a sorridere di un meraviglioso inverno...

Sboccia questo giardino, si ricopre di candide lacrime,
Un domani magari non ti aggrapperai più a ricordi o sofferenze,
Un giorno magari saprai spiegare perchè queste ali si spiegano solo con Te,
Sboccia un altro amore e io resto lì, senza più acqua da bere dalla fonte perfetta che eri,
Crescono spine, dimmi se vuoi se un giorno potrò guardare il mondo come facevo Ieri...

Fammi capire se ci sei, Fammi respirare quello che tu non puoi,
Di cose ne abbiamo condivise forse poche ma crescevano come un sogno che ci è stato tolto,
Fa che si possa tornare un giorno, a sentirci dire "Quei Due Si Somgiliano Molto"...

Il verso animale di un libertino by <$Donatien De Sade$> 23:54
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domenica, 04 maggio 2008

Ogni sera, ogni raggio di luna che ci prende e ci mette a dormire.
La bocca non risponde più ai sapori che prima accendevano il senso di dolcezza che la vita sa rivelare..
Ora le notti passano piene di perchè..
Che sia possibile smettere di respirare in attesa di nuovi polmoni...?
Stasera niente violini, ma cattive chitarre a tagliare teste pensanti...
Stasera niente lirica, ma dure parole di ribellione...
Stasera niente carezze, ma cazzotti che svegliano ogni sognatore...
Non è roba per me, non è roba per chi sa cosa l'aspetta...
Manca poco, me lo ricordano un pò tutti..
Come se fosse chissà che evento.
Io sento una grande paura, sono deluso,
Volevo accanto un ombra, e mi ritrovo con gli scheletri che traboccano dall'armadio dei miei perchè...
Volevo vicino delle labbra che si screpolano facilmente al passare del vento...
Volevo vicino una canzone che parlasse di quanto si può essere stupidi...
Volevo accanto una poesia, scritta col sangue di mille innamorati...
Desideravo qualcosa di semplice e al tempo stesso unico, vicino a dove mi trovo io,
Per condividere un pezzo di me e l'intero mio destino...
Per condividere tutto il sudore, e parte del sangue che sto versando in nome di chi... di Nessuno.
Come se un angelo avesse spiccato il volo senza portarmi con se,
Allora non è vero che tutto è possibile se lo si vuole...
Io volevo così poco, accanto a me, vicino al mio gelo...
Ronza tutto lontano da me,
Neanche le notti d'estate richiamano lo svolazzare di fievoli zanzare portatrici di un segno,
Un segno tangibile di vita...
Allora non è vero che tutto è un gioco...
O forse è già Game Over per me...
Buonanotte e mai più Buongiorno...
A breve non riuscirò ne a dormire ne a svegliarmi...
Qualcuno mi doveva trascinare verso un domani eterno e splendente...
E invece mi ritrovo a rimpiangere questo Ieri che si sporca e si impolvera...
Passa il tempo inesorabile per tutti ma senza farsi sentire...
Io sto sotto una schiacciasassi e il tempo ne guida gli ingranaggi...
Pieno di sfregi questo domani che una volta sembrava un dipinto di Munch,
Urlava speranza senza troppi perchè?
Adesso vorrei sapere per me cosa c'è...
Chi leggerà queste righe domani capirà quanto io abbia pianto Ieri e Oggi..
Chi leggerà queste righe per sempre condividerà forse un centesimo di quello che mi aspetta...
Forse non credo in un Paradiso, perchè quel che lo testimoniava mi è stato portato via...
Forse credo nell'Inferno personale ed immenso, perchè lo vivo ogni volta che apro gli occhi...
Ogni volta che li chiudo e vedo quello che non sarà mai...

Un centesimo per i tuoi pensieri...
Un milione per i tuoi motivi...
Un miliardo per le tue carezze...
Tutto quello che il mondo può offrire per una fotografia che rifletta un giusto domani...

Non bastano le fortune di mille imperatori però...
Per cercare di raggiungere ancora una volta, anche se per un istante, il tuo respiro...

E io che ci faccio qui allora?
La mia bocca non sente più le illusioni che regalavi...
E allora io che ci faccio qui?

[Buonanotte all'Italia...
Una stella fa luce senza troppi perchè...
Ti costringe a vedere tutto quello che c'è...
Buonanotte all'Italia...
Che si fa o si muore...
E si passa la notte...
Per provare a non morire...]

Il verso animale di un libertino by <$Donatien De Sade$> 00:31
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lunedì, 21 aprile 2008

La luce dei lampioni sull'autostrada accompagnano i miei passi...
Con i pensieri che mi tormentano e piovono come frustate,
Manco fossero sassi, che cadono dal cavalcavia che accompagna tutte le tue gironate, di un periodo di apatia,
Non t'importa più niente, viziato com'eri,
Adesso t'è rimasta la vostra casa e i tuoi progetti che oramai fanno parte del tuo Ieri,

Il calore irregolare delle fiamme del tuo rogo,
Leggi parole che non ti piacciono,
E speri si tratti di uno sfogo,
Reagire non credo servirebbe a far tornare la ragione,
Considerato che non c'è più niente da perdere forse è il caso di provare.

Come un estate fa e la storia di noi due poi,
Rubo parole al Califfo anche se non è efficace neanche lui anche se,
Era un pò come una favola senza regina col suo re,
Il palazzo un bilocale settanta metri quadrati,
La cucina americana, il bagno grande, non serviva neanche essere serviti.

Leggo ancora parole orribili,
di privazione e tristezza, inimmaginabili,
Tutto quel che voglio fare è pensare alla mia unica certezza,
Adesso chi mi vuole bene un tempo mi ha aiutato,
A non finire con il cappio al collo o il fegato andato.

Pensandoci bene il fegato siamo lì per fargli il funerale,
Dopotutto che vuoi fare?
Quest'ultima estate l'ho passata a bere il mio veleno,

La lontanza sai è come il vento di una mattina a El Paso,
Che fa dimenticare chi non si ama ma qui non siamo nel mio caso,
E' quasi già passato un anno e altro che incendio un olocausto,
Domenico Modugno mi ha aiutato a rendere l'idea e lo ringrazio.

Scivolo sul ghiaccio, il freddo massacra i muscoli arresi,
Tiro qualche pugno al sacco, ognuno risuona come i tuoni,
E' una tempesta di rabbia, una tormenta di passione persa di già,
I muscoli si risvegliano da sotto la sabbia,
Vedo la mia faccia sopra quel sacco, ancora un destro e come l'originale crollerà.

Il pensiero mi ha condotto verso un luogo che non è qui,
Vedo noi due che balliamo sulle note di I've Got You Under My Skin,
Difatti è vero ti ho sotto pelle da questa estate maledetta,
Sono felice di vederti ogni mattina col tuo sguardo perso,
Sei sempre stata un pò naif, ogni giorno del tuo amore me ne basta un sorso.

Ora di sorsi ne do tanti, il vino di me non è mai stanco,
Non è esatto c'è anche la birra, unica donna che voglio al mio fianco.
Finiamola qua questa filastrocca adatta giusto ai bambini,
Sognare ad occhi aperti adesso è il mio mondo,
Preferirei fosse il tuo al posto di vederti versare quei lacrimoni.

Spero di poter ritrovare la chiave e andare anche in capo all'Inferno,
Per riaprire questo cuore straziato una volta nostro,
Sotto giuramento eterno.

E per tutte le volte che ho acceso una sigaretta per scappare,
Eccone adesso un altra che uso per poterti salutare,
Non credo che smetterò mai di stare così male,
Niente è uguale a prima, il passato non si può lasciare,
Il mio futuro, l'ho detto prima non ha forma ne morale,

Adesso come adesso mi fermo, chiudo gli occhi e ripenso alle passeggiate che avremmo fatto in riva al mare, con la granita, oppure alle nottate sulla spiaggia, o ai giochi sull'acqua, o quando volevamo buttarci da quell'aereo col paracadute.
Non mi piace quest'autostrada, manca quanto di più grande si può pensare, neanche una montagna si può paragonare, alle passioni perdute che tanto rimpiango, la sigaretta è già finita,

Meglio che spengo.






Il verso animale di un libertino by <$Donatien De Sade$> 19:53
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domenica, 20 aprile 2008

Le urla indistinte della folla, i loro fiati misti fra il bene e il male, la flatulenza e la freschezza.
Inebriante senso di mescolanza che mi induce a inspirare anche il sudiciume di un contesto tanto vario quanto irritante.
Non riesco a sopportare neanche la frenesia, una volta mi estasiava tutto questo movimento, come se in questo mercato dove mi trovo anche i banconi fossero vivi.
Che fetore invece, odore morente di un destino sempre più inclinato.
Sfrutto ogni sensibilità per distinguere odore per odore quel che circonda il mio immaginario..
Pesce, forse qualche Crostaceo, ancora Pesce...
Più in la un bancone di carne ancora sanguinante, quasi fosse ancora agonizzante, quasi stesse guardando negli occhi il proprio carnefice...
Carnefice io, della mia vita appesa per il collo..
Carnefice, Boia io, della mia vita messa alla forca dal pianto, da un lamento..
I passi della gente si fanno pesanti e la terra trema, il mercato muore, il pesce non guizza più fuori dal ghiaccio, i crostacei si chiudono nel loro guscio quasi a voler simboleggiare l'ultimo disperato tentativo di salvezza prima della sentenza di ebollizione...
La carne smette di sanguinare, tutto si prosciuga in una grande siccità...
Il mio collo si spezza e tutto diventa più nitido e chiaro...

Senza più la testa per pensare razionalmente vago per un giardino oramai devastato, pieno di foglie secche..
Mi trovo a percorrere un passato che oramai è anche il mio presente e con la maggiore delle probabilità il mio futuro per ancora un pò...
Ogni passo qualcosa si spezza, ogni pass si apre una ferita che sembrava calcificata...
Pochi passi ancora e la chitarra suona quel motivo che oramai accompagna ogni mia esalazione...
E ancora profumi mischiati si congiungono...
Uno su tutti, inconfondibile...
L'alito caldo e anonimo che ringraziavo di ascoltare ogni mattina, ogni sera prima di dormire...
Le foglie iniziano a bruciare...
Un lupo da una collina poco più avanti, occhi stanchi e rassegnati, piccola stazza e tanto da poter raccontare...
Mi sorride, si ricorda di me, forse mi ha amato anche lui un tempo che sembra lontanissimo...
Eppure è passato così poco ed è bastato così poco infatti per cancellarmi...
Fantastica sensazione di niente...
Le foglie innalzano la loro inutilità e mi ustionano gli occhi, le mani, le labbra che una volta erano oggetto di morsi e baci, ora solo complici di peccati atti a distrarre un anima congelata da tanto calore insidioso...

Le parole senza alcuna logica corrono senza interruzioni, leggo parole che mi fanno ridere da quanto sono vuote, da quanto oramai non vogliono dire un cazzo di niente...
La mia bocca oramai fuma anche senza che mi accenda neanche l'ombra di una sigaretta...
Quasi ad impersonificare un astratto diavolo, iracondo e senza alcuna voglia di frenare cattiverie oramai insite nel sangue, bollente come la sentenza dei crostacei...
Sentenza, sinonimo di Epilogo, Fine, Morte, Cenere, Polvere...
E questo sono, Polvere che corre sulle narici di una creatura che non vede più cosa è davvero giusto e cosa è estremamente sbagliato...
Lei si lascia andare senza pensare a nessun'altro se non a se stessa...
Come biasimarla...
Nonostante non voglia la morte altrui, che è già avvenuta, e che avverrà in eterno ripetersi di lamenti...

Le urla proseguono, il mercato riapre, gli odori sono sempre più neauseanti...
E questo è quanto trovo nel mio presente assieme all'ardere delle foglie secche...
La puzza di un domani che non viene mai, perchè manca dell'elemento basilare...
Progetti che rendevano la vita sensata adesso sembrano solo favolette...
Forse lo erano anche allora...
Forse no, forse non si può prevenire l'intoppo molto più semplicemente...
Forse invece è bene instaurare una posizione pseudo-conflittuale e abbandonarsi ai flutti della guerra...

Il Signore della Guerra...
E la sua irragiungibile Signora...
Maestosa Carnefice...
Sconfitto Boia...

La chitarra strozza il suo arpeggio..
E non ricordo più che Profumo ha il sorriso di una donna innamorata...
Non c'è l'ombra di una foglia verde...

Il verso animale di un libertino by <$Donatien De Sade$> 22:03
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martedì, 08 aprile 2008

L'istante di un Thè Verde
parte prima

Consideriamo anche solo per un attimo che una corrente dal piacevole tepore ci avvolga gli zigomi, poi il collo, poi le spalle.
Delle mani appoggiate su di esse, come a confortare una sofferenza acida come un brutto risultato.
Un urlo, di gioia, riecheggia nella stanza, un prolungato "sì.", tutto intorno piante rampicanti e profumo di giglio.
Nei tempi antichi i bambini venivano premiati con un giglio bianco a seconda delle loro buone azioni, e venivano considerati angeli i figli dei potenti; osannati dai nobili clericali e dagli inquisitori più crudeli, erano l'emblema della perfezione, lontani da corruzione e vizio.
Gli angeli fortunatamente sono solo icone disegnate su cattedrali, la loro imponenza li rende quasi reali, ma non del tutto.
E allora perchè considerare creature di questa elevatura?
Perchè considerare entità dedite alla salvezza dell'animo?
Non cadrò nel banale paragonando nessuno a queste figure, no, percarità.
La persona che sto citando sin dalle prime sillabe credo sia molto più di questo, sì, un colore forse?
Il verde, il colore delle speranze acerbe, coltivate con amore che poi vanno a marcire, scagliate via come pietre di chi peccati non riconosce; no, non un colore.
Un profumo?
L'acqua di colonia che inumidisce il collo dei posati uomini di successo, rende docili le anime più rozze, considera conquiste con la sua sola composizione olfattiva e insedia la mente di chi ne presta respiro, ma può ingannare, può essere addossato addosso a chi successo non ne merita neanche su di un incubo fra i peggiori, no, non un profumo.
Dunque una bestia, una fiera?
Una leonessa, soave movenza dittatoriale di matriarcale sicurezza, di possente senso del protettivo, della feroce considerazione del selvaggio vivere ogni giorno, passo dopo passo, alzando polvere di dubbi e colpe da non voler espiare per troppa paura, o troppo orgoglio; i denti lacerano le debolezze e gli artigli difendono dalle ingiurie, no, non una bestia, non una fiera.
Allora cosa? Quale entità può rispecchiare chi sto elogiando?
Forse non un entità, niente di astratto ma percettibile, forse non carne.
Un istante?
Una sera di Marzo, il freddo non è più la grande percezione che paralizzava le ossa dei deboli, le stelle iniziano a brillare di una luce che avverte qualcosa di nuovo. La tranquillità e la sottigliezza delle tenebre lasciano poca immaginazione a chi ne vive il vibrare. Quando ecco. Chi non si può sapere; Dove si considera a seconda del muoversi del fragile vento che scompiglia la pettinatura precaria e secca; Chi, mi chiedo chi sia? Un senso di velata angoscia attanaglia gli animi. Quando ecco, si intravede qualcosa che somiglia a un bilico, un assenza di equilibrio spiazza la compostezza di Dei e Santi. Tagliente come un rasoio si stende un immagine di candida allegria. Occhi del più scuro e profondo degli amori si posa e niente più è lo stesso. Qualche verso senza significato uscirebbe anche dal più freddo dei calcolatori. Si disegnano espressioni di beatitudine e stupidità. Un istante di completezza, il pieno, tutto quello che si attende in vite e vite di statica attesa. Come la conoscenza insegna, la domanda primaria fra tutte è quella che mette in questione un senso a questa esistenza. A tale visione anche questa domanda scema senza avere più ne anima ne peso. Finisce poi, senza avvertire nessuno e riprende così il piacevole tepore.
Ancora lo sfiorare di quelle mani senza presenza fisica, ancora lungo le mie spalle, poi verso il collo, quasi a voler strozzare il pianto che soffoca ogni mio gaudio. Ancora dal collo lungo il petto, niente battito. Un sussurro di aria fredda congela ogni dubbio, eccolo, come lo ricordavo, il cuore riprende a tamburellare il mio animo che, liberatosi dalle catene piene di rugine, riprende ogni istante con forsennata corsa. Un miracolo che riscalda la stanza, dando l'ultimo distaccato addio a una realtà priva di logica e razionale agonia. Riprendono le mani, oramai diventate dolcemente quotidiane nella loro comparsa, riprendono a segnare come in un dipinto il mio corpo divenuto ruvida tela bianca. Ora corrono sulla schiena e si accorgono di orribilanti cicatrici di pugnalate, delusioni e tradimenti. Con grande sussulto avverto un senso di rabbia, ira funesta che incenerisce ogni mio rancore e mi lascia inebetito al suono di un coro di guerra, sì, una guerra contro tutto quello che annerisce l'animo di chi stanco di tutto si rinchiude inutilmente nel suo niente. Come in un verticale volo, giunge ai cancelli di una reazione, scardina ogni serratura di insicurezza, mangia ingordo questo attimo senza parole, come se le parole servissero. Un orologio ora corre e non me ne curo, si considera da questo momento l'Eden che tutti ricercano sul suolo di ogni momento di fatica. Se si ha qualsiasi cosa da esprimere su questo istante, verticale, ripido e scorrevole come una carezza, non si ha la capacità di rendere conto a quanto un angelo, purchè icona, purchè figura retorica, sia quanto di più reale e quanto di più soffice. Dunque sì un istante, ma non basta.

Fine Prima Parte.

Il verso animale di un libertino by <$Donatien De Sade$> 21:44
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Pagine


@ Mon Boudoir - Life Is Not My Game - Crash!

Amore&ODIO

Amo
+ Le passioni di un esistenza trasparente come il velo di una sposa che non intende donare in alcun caso il proprio destino a qualcunaltro. +
Il Cinema. La Birra. La Violenza. Il Sangue. La Lettura. Scrivere. Il Mio mondo Grigio Chiaro. La Musica. Le Urla. La Pioggia. Il calore umano. L'ingenuità. La debolezza negli altri. La gente che si lascia andare alle emozioni. Chi non ha paura della Morte. Chi ride in faccia alla Follia.

Odio
+ L'odio è un sentimento ancora più forte dell'amore, perciò questo elenco lo riservo a chi merita tali emozioni sìffortè da parte mia. +
El Guero. Mio padre. Chi picchia le donne. Il Sole. Il Caldo. Il Contatto Fisico non richiesto. Il cambiamento. Il buonismo. L'estate. Il sonno.

+ Pagine ...

che scorrono e mi accarezzano il viso con la loro corrente fantastica +
Le 120 Giornate di Sodoma. Justine. La Filosofia del Boudoir. Little Boy Blue nel paese delle ragazze suicide. La vita sessuale di Alessandro Baricco. La Legge di Lupo Solitario. Gli Ultimi Sette Giorni di Peter Crumb.

+ Note...

che corrono e mi riempiono la testa di parole che ricordano un tempo migliore+
Frank Sinatra. Neils Children. Marc Anthony. Incubus. Cannibal Corpse. Skruigners. Bellicosi. 270bis. Negramaro. Klaxsons. Arctic Monkeys. My Chemical Romance. Panic! at the Dis.. dopotutto ascolto ogni tipo di musica. La musica è universale. La musica è l'unico buon linguaggio esistente nel mondo. Bisogna ascoltarla tutta per imparare bene suddetto linguaggio.

Non Conto Le Carte, Solo Le Anime Che Le Sorreggono

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